Il libro per chi fosse interessato, lo può trovare in negozio da noi.
Ho letto Everesting e un Corno, di Enrico Pasini e ho capito subito che non era solo il racconto di un’impresa. È un libro che parla di ciclismo senza retorica, con ironia e sincerità, ma soprattutto racconta il Corno alle Scale, l’Appennino di Lizzano in Belvedere e quelle strade che non sono mai soltanto asfalto: sono casa, memoria, fatica condivisa.
Dentro al libro c’è una comunità. I ringraziamenti non sono un elenco, ma un coro di voci che accompagna ogni salita: Guido, Beppe, Riccardo, Pier, Frederik, Oriana ed Emma. E c’è anche il riconoscimento di Barbara Franchi, Sindaco di Lizzano in Belvedere, che lega l’impresa al territorio che l’ha accolta.
C’è un accenno a Paolo Pesci, l’uomo-bici di Bologna: sempre in movimento, sempre in sella. Basta quello per capirlo.
Poi arrivano le storie che rendono viva l’impresa.
Alessandro, che alterna e-bike e muscolare, ma non fa mai mancare la presenza.
Damiano, da amico virtuale su Strava compagno reale sulle strade del Corno.
Federico, che parte con il gruppo, pedala tre giri, torna con il tè caldo, resta fino all’arrivo e accende la festa finale.
Renato, che per esserci davvero affronta 125 chilometri e 2500 metri di dislivello.
Matteo, che insieme a Enrico e Felice parte per questa impresa, soffre insieme agli altri, finché il freddo della notte lo costringe a fermarsi.
E poi c’è Felice. Parla, parla senza sosta — e intanto l’impresa cresce sotto le sue ruote. Basta pedalare anche solo pochi giri al suo fianco per sentire l’energia che emana, quella forza che tiene insieme la fatica, accende la determinazione e fa sentire il gruppo unito quando la strada pesa di più.
Il momento forse più bello, però, è il più semplice.
Andrea, al ristoro davanti alla casa di Enrico a Ca’ Corrieri, che nell’attesa sistema la legna davanti a casa. Un gesto piccolo, silenzioso, che racconta meglio di qualsiasi impresa cosa vuol dire esserci davvero.
E tutto ritorna in una frase, scritta una settimana dopo, mentre si ripedala su quelle stesse strade:
“Sono a La Ca, sono di nuovo sulla strada dell’Everesting: una settimana dopo, mi sembra di non essermene mai andato.”
Parole che richiamano Enzo Biagi, figlio di queste montagne:
“Ho girato il mondo da cronista, ma in fondo non sono mai andato via da Pianaccio.”
Perché si può salire, soffrire, tornare a valle, ma certe strade — come certe persone — non le lasci mai davvero.
